Il ritrovamento della coppa del primo leone

Molti lustri addietro, il Priorato Sacri Codicis scoprì che lo scrigno contenente la Croix du Sang nascondeva al suo interno una mappa riportante i nomi di diverse città attraverso le quali era forse possibile risalire alla posizione dalla coppa del primo leone.

La moglie del priore Astennu, il siniscalco SHADE, verteva in gravi condizioni di salute per via di una ferita al polmone e l’uomo, deciso a tentare di tutto per salvarla, partì alla ricerca della reliquia con un manipolo di sette confratelli.

I cavalieri si diressero al porto, dove il priore aveva combinato un passaggio in nave con un certo capitano Ice: un avido mercante in cerca di facili monete.

Mollate le cime e preso il largo, il vascello navigò fino al comparire di una linea di terra e ancora verso quella fino a quando il capitano non trovò un punto della costa dove approdare.

I cavalieri sbarcarono e si incamminarono attraverso fitti boschi e sentieri tortuosi per giungere infine al cospetto delle antiche mura della città in rovina di Parxis.

Lì furono sorpresi da una fitta nebbia intrisa di un’aura di malvagità e riuscirono a intrufolarono nella città diroccata attraverso una breccia nelle mura, così si inoltrarono tra le vie abbandonate fino al grande tempio.

Il gruppo fece presto a rendersi conto che quella non era la casa di forze benevole, al suo interno, infatti, vi erano candelabri d’ossa e arazzi riportanti figure di demoni. La missione era però troppo importante e i leoni si addentrarono nelle viscere del tempio fino a raggiungere una cripta dove finalmente trovarono la reliquia custodita in una teca e scintillante di luce propria e, con quella, un gruppo di spettri minacciosi.

I cavalieri brandirono le spade ma a nulla valsero i loro colpi che attraversarono i nemici senza sortire alcun effetto così, gli animi impavidi, furono scossi dall’impotenza delle loro armi e rischiarono di soccombere ma, quando la disfatta era ormai vicina, una voce emerse dal fondo della cripta:

“Già vi ho sconfitti un tempo lontano…in nome di Themis dissolvetevi per sempre creature malvagie”

A quel comando l’orda di spettri si dissolse tra urla rabbiose e lo spirito che li aveva scacciati si avvicinò ai cavalieri.

“Onore e Forza leoni”

Il saluto della confraternita rivelò la bontà dello spettro che, vedendosi non riconosciuto dai confratelli, sollevò la coppa rivolgendosi a quelli:

“Non mi riconoscete dunque? Io sono morto in battaglia…molto molto tempo fa…Sono Bertrand de SaintLeon….il primo Leone che ha versato il proprio sangue per il suo Stendardo….per il simbolo di tutto ciò in cui ha creduto. Inchinatevi leoni….Consegno a Voi la Coppa del Sangue affinchè la custodiate e la tramandiate ai Vostri posteri…ma ricordate, Solo un cuore puro potrà utilizzarla”

I cavalieri, nel sentire le parole del primo leone, si inchinarono al suo cospetto e quello consegnò la coppa al priore Astennu prima di dargli un nuovo incarico.

“insieme a questa coppa vi affido anche una missiva e una pietra che dovrete consegnare personalmente al Gran Maestro”

Consegnati gli oggetti al priore lo spirito di Bertrand de SaintLeon si dissolse e il gruppo fece ritorno dal capitano Ice che li riportò nel GranDucato.

Una volta raggiunto il castello del Siniscalco, il priore consegnò la coppa nelle mani del figlio Gwendal e questo, che aveva il cuore puro, riuscì a far manifestare nella reliquia la sacra acqua.

Il bambino porse la coppa alla madre che prese un sorso del liquido prodigioso e si vide così guarire dalle ferite, trovando al loro posto nient’altro che una cicatrice.

Andrei Des Corbeaux

Curatore della biblioteca